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Come già rimarcato in precedenza un atteggiamento ambiguo da parte dei
media ha portato a identificare i concetti di integrazione e doping.
Definiamo i campi: il Doping si sostituisce a una risposta biologica organica
creando dei "blocchi" a monte; l’Integrazione ottimizza la risposta
biologica dell’organismo, prevenendo eventuali carenze.
Soprattutto il Doping è proibito dalla legge, e tali farmaci sono prodotti
farmaceutici con prescrizione medica specialistica e in presenza di patologie;
mentre gli integratori alimentari sono prodotti da banco farmaceutico senza bisogno
di prescrizione medica.
Detto questo ci rendiamo conto della confusione che regna in materia (non so
quanto "non" sia voluta) e soprattutto degli atteggiamenti estremi
che questa confusione genera. Da una parte i "puritani" "ah, io
non prendo nulla! Trovo tutto nei cibi"; dall’altro lato gli esagerati: "prendo
questo e questo e pure quest’altro ed anche quello …".
In entrambi i casi alla base c’è una situazione di ignoranza: i
primi non conoscono l’Integrazione e la rifiutano a priori; i secondi non
la conoscono e pensano che possa risolvere tutto.
Partiamo dal principio: il mercato degli integratori è giunto alla terza
generazione.
La prima generazione ha dato alla luce un numero limitato di prodotti, di discreta,
provata efficacia: proteine, ramificati, pool aminoacidici e pochi altri aminoacidi
singoli.
La seconda è stata la Generazione Spazzatura, in cui il business è venuto
prima di tutto: prodotti di efficacia dubbia o nulla immessi sul mercato senza
altro criterio che quello del guadagno. Allo scopo sono stati citati studi mai
pubblicati o semplici congetture e deduzioni trasformate in asserzioni "scientifiche".
L’ efficacia di questi prodotti è stata misurata dal "giudice
tempo": quanti ne sopravvivono oggi? Risposta: Nessuno!
La terza generazione è iniziata in maniera promettente con l’era
della Creatina ed è proseguita con la riscoperta di diversi integratori:
Glutammina, Taurina, OKG, CLA, HMB, Glucosamina e varie tipologie di Proteine
ognuno di questi integratori con proprietà ben specifiche.
Anche qui rilevo una corrente "junk" (spazzatura) che non rinuncia
ad immettere sul mercato il prodotto di efficacia dubbia pur di avere un ritorno
economico.
Vendere oggi non è complicato, soprattutto quando si hanno i mezzi per
sostenere i prodotti con una campagna pubblicitaria bene impostata secondo le
regole della comunicazione.
Guardiamoci intorno: ogni giorno il mercato ci propone qualche novità e
i prodotti "interessanti" sono parecchi.
Ad ascoltare certi istruttori dovremo spendere un capitale ogni mese.
Già perché la moda imperante è il di tutto di più:
nell’incertezza sull’efficacia concreta di un prodotto te ne rifilo
una decina per volta, così sono sicuro che qualcuno di questi qualche
risultato lo darà. Spesso capita che normali frequentatori usino gli aminoacidi
ramificati, ma rispondendo a una domanda specifica vi confessino che fanno solo
due pasti al giorno. Pensate che i mitici bcaa’s gli servano a qualcosa?
Proprio ad un bel niente!
In mezzo a questa confusione ci sembra d’obbligo dare qualche punto di
riferimento su come deve essere impostato un programma di Integrazione.
In questo modo cerchiamo di porre delle regole che aiutino l’atleta ad
orientarsi di fronte alla molteplicità delle scelte e all’approssimativa
conoscenza dei prodotti di molti pseudo- istruttori.
Come tutte le impostazioni, anche questa necessita di un punto di partenza: l’alimentazione
del soggetto.
Come suggerisce il nome stesso, l’integratore "integra" le abitudini
alimentari della persona, non si sostituisce ad esse.
Ne derivano alcune regole fondamentali:
- non ha senso consigliare un integratore senza prima conoscere l’alimentazione dell’ atleta e la prestazione verso cui è rivolta;
- l’alimentazione e l’integrazione vanno personalizzate e periodizzate in base alle abitudini alimentari del soggetto, alle sue caratteris-tiche fisiologiche, alla periodizzazione dell’allenamento;
- l’integrazione sarà per forza di cose approssimativa se non tiene conto dei due punti precedenti.
Ed ora veniamo alla scelta, che deve essere consapevole, mirata e pensata in
base agli obbiettivi prestazionali, ergo è fondamentale conoscere le funzioni
che hanno le varie tipologie di integratori.
Ancora più fondamentale risulta affidarsi ad un buon istruttore o personal
trainer, noi consigliamo sempre, se possibile, di affidarsi ai titolari delle
strutture che si frequentano
(SONO GLI UNICI A CUI NON CONVIENE VENDERE CHIACCHIERE
AL CLIENTE)
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